Buriani si spezzò tibia e perone contro l'Inter: "Maradona venne a trovarmi, ma il Napoli mi licenziò"
Ruben Buriani ricorda il fallaccio killer di Andrea Mandorlini nel match contro l'Inter allo Stadio Meazza che gli costò il licenziamento con la maglia azzurra.

Napoli-Inter è una classica del calcio italiano. La sfida ai nerazzurri, in quel di Milano, costò un brutto infortunio all'ex calciatore del Napoli Ruben Buriani durante il match di San Siro. Alla fine di quella storia, l'epilogo più brutto, il Napoli non licenziò in tronco in seguito ad una lettera inviata al giocatore.
Buriani ha raccontato l'aneddoto qualche anno fa sulle pagine della Gazzetta dello Sport: "Licenziato in tronco. Non ero in grado di allenarmi dopo l’infortunio e il club aveva facoltà di stracciare il contratto. Glielo consentivano le regole: dopo 6 mesi e un giorno se non eri guarito ti ritrovavi a spasso. Assurdo, la gamba me l’avevano spezzata mentre indossavo la maglia del Napoli, contro l’Inter a San Siro. Eppure mi hanno trattato da reietto. Neanche una telefonata. Solo allora ho aperto gli occhi". L'autore del fallo killer fu l'interista Mandorlini.
"A Pavia, dove andai per curarmi di concerto col club, mi volevano operare con metodi innovativi. Il Napoli si oppose. Risultato: un bel gesso fino all’anca che portai per settimane. Quando fu rimosso, avevo perso tutta la muscolatura e il recupero si allungò. Nessuno mi convocò a Napoli per discutere del problema. Potevamo trovare un accordo. Ecco perché quella lettera è ancora una ferita aperta".
Su Maradona: "È stato il più grande che abbia mai visto: aveva solo il sinistro, ma faceva cose impossibili. E poi era forte, non riuscivi a buttarlo giù. E per i compagni si faceva in quattro. Davvero unico. A Milano è venuto a trovarmi il giorno dopo l’infortunio, da allora mai più visto. È stato un intervento duro, ma il licenziamento del Napoli mi ha fatto più male".
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